SPORE - VISIONI SPARSE

Conclusa la quarta edizione della rassegna cinematografica "Spore - Visioni Sparse"

1 aprile 2026

Cala il sipario sulla quarta edizione di “Spore – Visioni sparse”, il progetto cinematografico e culturale promosso da Arci Benevento in stretta collaborazione con Ucca Aps.

La rassegna cinematografica “Spore – Visioni Sparse” si è conclusa, segnando un’importante tappa nella valorizzazione delle aree interne della provincia sannita. Organizzata da Arci Benevento, l’iniziativa ha unito arte, cinema e territorio per stimolare nuove forme di partecipazione e dialogo.

Quasi tutti i film di Spore sono tratti dalla quindicesima edizione della rassegna “L’Italia che non si vede”, curata da UCCA (Unione dei Circoli Cinematografici Arci). Con un programma ricco e variegato, la rassegna ha proposto 13 appuntamenti distribuiti tra marzo, aprile e maggio 2026, che hanno reso il cinema un’esperienza collettiva, creando spazi in cui le relazioni hanno reso minime le distanze.

Storie dal territorio

Il percorso ha abbracciato opere di profondo impatto, a partire da “Canone effimero”, che ha ha restituito il respiro della parte più rurale e tradizionale del nostro Paese, in un viaggio che attraversa le Marche per spingersi fino alla Calabria; un’opera che ha regalato al pubblico l’opportunità di immergersi in quell’Italia marginale e nascosta che spesso sfugge agli sguardi. 

Il cartellone si è arricchito di tantissime altre perle cinematografiche, affrontando così tanti temi politici e sociali. Esempi sono: “Quir – A Palermo love story”, un racconto viscerale in cui, nel rifugio intimo del retro di una bottega, si intrecciano i sentimenti condivisi della comunità Queer; No Other Land, che documenta la distruzione di una comunità palestinese da parte delle forze israeliane; San Damiano, la storia di Damian la cui vita si intreccia con quella di una comunità invisibile ma viva, il microcosmo di Roma Termini. 

La quarta edizione è infine giunta al termine con la tappa dedicata al ricordo di Chiara Rigione, amica e collaboratrice, nonché anima della rassegna. Quest’ultimo appuntamento ha visto la sonorizzazione live delle sue visual presso il teatro Mulino Pacifico, realizzate da Christoph Penning, regalando allo spettatore un’esperienza unica, intima e immersiva.

Quest’anno, per garantire che tutti potessero raggiungere agevolmente i vari luoghi coinvolti e sparsi su tutto il territorio provinciale, è stato attivato un servizio di Car pooling. Questa iniziativa non solo ha garantito la partecipazione a chi era sprovvisto di mezzi propri, ma si è rivelata una splendida occasione per accorciare le distanze, abbattere le barriere e far nascere e consolidare nuovi legami.

Non solo visioni

Ad arricchire questa edizione è stata un’importante novità: due giornate di approfondimento dedicate al tema della marginalità e delle geografie meno raccontate.

Il 27 marzo il Teatro San Nicola di Benevento ha ospitato, per la prima volta in città, la proiezione de “Le città di Pianura” di Francesco Sossai, alla presenza dell’attore protagonista Pierpaolo Capovilla. Il film ha lanciato un interrogativo cruciale — qual è la nostra destinazione? — a cui si è cercato di dare risposta il giorno successivo durante l’appuntamento conclusivo delle formazioni di Cinecult, il progetto di promozione cinematografica promosso da UCCA insieme ad Arci Benevento e al circolo Kinetta. La giornata di formazione si è così trasformata in un momento di confronto pratico ed esperienziale, orientato a costruire nuove connessioni, comunità e prospettive culturali proprio a partire dai territori e dai contesti marginali.

Pierpaolo Capovilla in “La città di pianura”

In conclusione, “Spore – Visioni Sparse” si conferma molto più di una semplice rassegna cinematografica: è stato un momento di reale valore sociale e culturale, capace di dimostrare che anche nei territori più periferici è possibile costruire una proposta di alta qualità, capace di attrarre e coinvolgere un pubblico partecipe. Attraverso il potere delle immagini si è parlato di provincia e di marginalità, lasciando emergere il senso più autentico del progetto: la volontà di mettere in dialogo luoghi che si scoprono fratelli, ciascuno con la propria unicità ma tutti accomunati dallo stesso bisogno di comunità. È proprio da questo patrimonio di sinergie, di nuove connessioni e di legami ritrovati che Spore si prepara a ripartire, per continuare a seminare cultura e nuova vita nelle aree interne.

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