REFERENDUM 8-9 GIUGNO
5 Sì per i diritti di tutt3
27 maggio 2025
L’8 e il 9 giugno si vota: Da solɜ siamo niente. Insieme siamo tutto.
In vista dei referendum del prossimo 8 e 9 giugno, Arci Benevento aderisce alla campagna “5 Sì per i Diritti di Tutt3” per sostenere il raggiungimento del quorum e promuovere il voto favorevole su tutti e cinque i quesiti referendari:
1- Licenziamenti illegittimi e contratto a tutele crescenti: Votare sì al primo quesito significa abrogare una parte del Jobs act per restituire maggiore potere a lavoratori e lavoratrici, limitando il ricorso ai licenziamenti. La misura si applica ai dipendenti assunti a partire dal 2015, in aziende con più di quindici dipendenti. Con questo cambiamento, ci sarebbe la possibilità di essere reintegrat3 nei posti di lavoro in tutti i casi di licenziamento illegittimo, come previsto dall’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori prima delle modifiche del 2015.
2- Indennità per licenziamenti nelle piccole imprese: Il secondo quesito propone l’abrogazione del tetto di sei mesi per l’indennizzo dopo un licenziamento ingiusto nelle piccole imprese, che contano meno di 16 dipendenti. Obiettivo è innalzare le tutele di chi lavora, affinché sia la/il giudice a determinare il giusto risarcimento senza alcun limite. La scelta di votare sì comporta un risarcimento più consistente in caso di licenziamento illegittimo.
3- Contratti a termine: Il terzo quesito, che riguarda ancora il jobs act, propone l’abrogazione delle norme che facilitano l’assunzione a tempo determinato; infatti, il datore o la datrice di lavoro, fino a una durata di 12 mesi, non è tenut3 a dare motivazione di assunzione con contratto a termine. Votando sì, sarà resa obbligatoria la presenza di una causale giustificativa, fin dall’inizio del contratto a tempo determinato, garantendo maggiori tutele a chi lavora.
4- Responsabilità solidale negli appalti: Il quarto quesito propone l’abrogazione della norma che, in caso di infortuni sul lavoro, esonera le imprese committenti da ogni responsabilità quando il danno è causato da rischi specifici dell’attività di chi appalta o subappalta. Votando sì al referendum, le aziende dovranno farsi carico della sicurezza non solo dei propri dipendenti, ma anche di chi lavora per loro attraverso appalti e subappalti.
5- Cittadinanza italiana per stranieri: votare sì al quinto quesito significa ridurre da dieci a cinque anni i tempi per la richiesta della cittadinanza italiana per cittadin3 di paesi extra UE. Questo non vuol dire che una persona arrivata in Italia acquisisce automaticamente la cittadinanza dopo cinque anni, perché la residenza continuativa è solo uno dei tanti criteri per poter richiedere la cittadinanza; tuttavia, sarebbe un passo avanti per migliaia di persone, che potrebbero chiederla con cinque anni di anticipo.
Sostenere il “sì” con ognuno dei 5 quesiti è fondamentale per dare voce al bisogno di tutt3, per guardare al futuro con senso di giustizia e di trasparenza, per restituire tutele a chi lavora, per dire no allo sfruttamento e all’esclusione, per una cittadinanza più equa, che non discrimini chi nasce o cresce qui.
